Pensando alla società moderna e l’unica parola che viene in mente è “paradosso”. Siamo tutti protagonisti di un paradosso storico, un meccanismo semplice, ma allo stesso tempo distruttivo, capace di innescare conseguenze catastrofiche: ecco perché, davanti ad una prova evidente dei fatti, rispondiamo con una negazione totale dei fatti, davanti ai problemi rispondiamo con indifferenza e davanti all’infinita disponibilità di fonti di informazione preferiamo imporci con l’ignoranza. Il cambiamento climatico è una realtà tangibile ed innegabile e, forse, l’emergenza più grave del mondo. Non serve essere persone particolarmente sensibili alle questioni ambientali per percepirlo, basta essere persone razionali: viverlo ogni giorno nella nostra pelle, a scapito delle nostre città, delle nostre case e, nel peggiore dei casi, a spese nostre. Allora perché continuiamo ad ignorarlo?
L’idea di realtà che il mondo intero ha oggi è il risultato di una percezione distorta, costantemente filtrata attraverso lo schermo di un computer, di un telefono cellulare o di un televisore. Se è vero che tutto ciò che è “social” è diventato degno di nota, non sorprende che venga dato peso all’opinione di Donald Trump, attuale presidente degli Stati Uniti e – soprattutto – ‘il re del tweet’, che, sostenuto da non meno di trecentomila professori di scienze, ha affermato solo un anno fa che ‘il cambiamento climatico non esiste’. Parole sue. Per quanto assurdo possa sembrare, c’è anche chi ritiene non solo che questa non sia un’emergenza, ma che non ci siano problemi. D’altronde, i fenomeni meteorologici “estremi” hanno da sempre fatto parte della storia dell’umanità, dalle glaciazioni alle inondazioni: gli esseri umani li hanno affrontati, sono sopravvissuti e hanno imparato a convivere con essi e nonostante essi per millenni. Quindi si potrebbe dire che ci siamo gradualmente abituati a ciò che – secondo alcuni – è normale: precipitazioni violente, tipiche dei climi tropicali, ottobre in spiaggia, 20°C a dicembre, come si è verificato di recente in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Eppure, tutto questo non è normale.
Dunque, dal momento che i fatti reali e concreti non sono sufficienti, sembrano non convincerci più di tanto, cosa ci rimane per aprire gli occhi e prendere atto della realtà?
Anche se può sembrare strano, tutto ciò che sta accadendo oggi sulla Terra pare sia già stato previsto in tempi assai remoti. Parliamo di alcune delle 14 tavolette del Dio Enki, dio sumero dell’acqua, della conoscenza, dell’artigianato e della creazione, ex-capo del popolo astronauta Anunnaki, giunto sul pianeta terra alla ricerca di oro ben 445000 anni fa. In una di queste tavolette antiche si racconta in particolare quella che sembra essere stata una guerra atomica sulla Terra fra gli Annuki: riferimenti ad una nube radioattiva di cui si parla in termini di un “vento malvagio” che uccide chiunque si trovi sul suo cammino, esseri divini ed esseri umani indistintamente.
E non solo.
Non mancano passaggi in cui si parla di diluvi e siccità, raccontate quasi come in uno specchio della realtà odierna: un’inquietante coincidenza o di una preoccupante premonizione?





















